
La ristrutturazione della Casermetta al Col de la Seigne, di proprietà della Regione Autonoma Valle d'Aosta, si inserisce nel quadro di azioni concrete intraprese dall'Espace Mont-Blanc, finalizzate a favorire la conoscenza del patrimonio naturale, a sensibilizzare il pubblico sul rispetto dell'ambiente, a valorizzare il percorso del Tour du Mont-Blanc.
All'inizio del 2000, la Casermetta versava in cattive condizioni strutturali. Grazie ad un finanziamento europeo nel quadro del Programma Interreg IIIA Alcotra Italia-Francia, sono stati realizzati i lavori di ristrutturazione che hanno permesso di trasformare la precedente struttura militare nel centro di accoglienza che potete vedere oggi .
La Casermetta, che esercita anche le funzioni di stazione operativa al servizio del Corpo Forestale Valdostano e fa parte integrante della rete alpina delle "Sentinelle delle Alpi", dispone di un sistema di approvvigionamento energetico basato completamente sulle fonti rinnovabili: pannelli solari, fotovoltaici, micro centrale idroelettrica.
Il Col de la Seigne nel corso dei secoli
Le vicende della Casermetta si inseriscono nella lunga storia del Col de la Seigne che fin da tempi antichi rappresenta una vera e propria porta d'ingresso in Valle d'Aosta, luogo di passaggio di uomini e merci provenienti o diretti in Francia.
Il toponimo ha un'origine antica quanto incerta. I termini medioevali Mons Senae, Collium de Senia, Alpis Seniae richiamano a Colle del Segnale, mentre il termine celtico "sange" significa terreno paludoso, presente più a valle, nella zona del lago Combal.
Il Col de la Seigne, passaggio già noto ai Romani, continuò ad essere usato in epoca medievale - quando assunse definitivamente il nome attuale - periodo durante il quale le favorevoli condizioni climatiche consentivano l'utilizzo di passaggi alpini in alta quota per molti mesi all'anno.
Bisogna però aspettare il 1863 perché il Tour du Mont Blanc, e soprattutto il Col de la Seigne, assuma un ruolo di spicco nei racconti dei viaggiatori e alpinisti inglesi. John Ball, presidente dell'Alpine Club, cita espressamente il Col de la Seigne annoverandolo tra i più bei punti panoramici di tutto il percorso, in grado di "rendere sempre questa parte della via estremamente interessante per i veri amanti della natura".
La storia della Casermetta
La Casermetta al Col de la Seigne testimonia un periodo di difficile convivenza tra le nazioni al di qua e al di là delle Alpi, rappresentando infatti un avamposto lungo la frontiera tra Italia e Francia costantemente sorvegliato da un presidio militare.
Negli anni Trenta, con il salire della tensione internazionale, nel settore del Monte Bianco si svolsero spettacolari esercitazioni con manovre di reparti militari in alta quota. Il momento più buio vissuto in questi luoghi è legato al secondo conflitto mondiale, durante il quale il Col de la Seigne fu teatro di uno degli attacchi sferrati dall'esercito italiano alle spalle di una Francia ormai battuta dalla Germania nazista. Ancora oggi sono riconoscibili ovunque in quest'area i resti delle fortificazioni e delle postazioni di tiro.
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, la storia della Casermetta prese finalmente una strada diversa. Nell'inverno del 1945, un gruppo di aspiranti allievi maestri di sci si riunì, sotto la direzione di Francis Salluard, per ridare vita alla Scuola di Sci Monte Bianco. Le difficoltà erano considerevoli, le risorse economiche scarseggiavano e le attrezzature sciistiche difettavano, così gli aspiranti allievi si appropriarono degli sci bianchi di frassino abbandonati dall'esercito tedesco al Col de la Seigne durante la precipitosa ritirata che seguì il 25 aprile.
Ora il Col de la Seigne e la Casermetta così come la possiamo vedere oggi, rinata dopo anni di abbandono, sono tornati a rappresentare un vero spazio di incontro per tutti coloro che, con lo stesso spirito dei primi viaggiatori, scoprono questo meraviglioso angolo delle Alpi.