Verso una struttura giuridica dell'Espace Mont-Blanc (EMB)

La definizione di strutture giuridiche è una condizione essenziale all'applicazione delle disposizioni dello Schema di Sviluppo Sostenibile. Occorre ricordare, in effetti, che ad oggi, la Conferenza Transfrontaliera Mont-Blanc, organo ombrello dell'EMB, non disponendo di personalità giuridica e capacità economiche proprie, non può stipulare contratti, assumere personale, avviare progetti ed esserne il capo fila. Inoltre, dotare l'Espace Mont-Blanc di uno statuto giuridico consentirebbe la stabilità richiesta per il successo dei suoi obiettivi, ed il riconoscimento necessario alla sua efficacia.

L'esplorazione dei percorsi verosimilmente attuabili ha giustificato la realizzazione d'analisi approfondite da parte di ogni singolo partner, che hanno permesso di :

  • repertoriare gli strumenti giuridici di ogni singolo paese;
  • individuare gli strumenti di diritto internazionale che potrebbero fondare uno statuto giuridico;
  • proporre un processo ai fini dell'istituzione di una struttura giuridica chiamata ad essere la piattaforma necessaria all'applicazione dello Schema d'Applicazione Sostenibile.

In primo luogo sono state avanzate un certo numero di constatazioni:

  • è stato proposto di scartare l'ipotesi dell'istituzione di un'organizzazione internazionale (accordo da Stato a Stato) poiché contraria alla volontà delle autorità regionali e locali, nella misura in cui una tale organizzazione risulterebbe inadatta ad un intervento transfrontaliero di livello regionale.
  • In assenza di una base giuridica comune e nella misura in cui l'Italia, ad oggi, non ha ratificato il Protocollo Aggiuntivo del 9 novembre 1995 della Convenzione quadro europea del 21 maggio 1980 (Convenzione di Madrid), risulta impossibile creare una struttura unica franco-italo-elvetica.
  • Il dispositivo del Gruppo Europeo di Cooperazione Transfrontaliera (GECT), istituito dal regolamento comunitario n° 1082/2006, potrebbe essere lo strumento atto a costituire la base giuridica dell'EMB, ma le incertezze sulle possibilità effettive degli Stati extra-comunitari a partecipare ad un'entità di questo tipo portano a scartare una tale ipotesi.

Di conseguenza, allo stato attuale del diritto, si propone di istituire un Gruppo Locale di Cooperazione Transfrontaliera (GLCT) tra il Cantone del Vallese ed il SIVOM francese, una forma giuridica di cooperazione transfrontaliera prevista dall'Accordo di Karlsruhe concluso il 23 gennaio 1996. Va notato che il Cantone del Vallese ha ratificato il 10 novembre 2004 l'estensione al Cantone del citato Accordo, effettiva dal 1 aprile 2005, il che autorizza la sua adesione ad una tale struttura. Parallelamente, viene proposto che sia stipulata una convenzione di cooperazione transfrontaliera tra il GLCT e la Regione Autonoma Valle d'Aosta, ufficializzando cosi termini del partenariato tra queste istanze.

 
 
 
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